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N. - 27/08/2018

Coldiretti Rovigo: scatta l’origine obbligatoria per i derivati del pomodoro

Occhi aperti sull’etichetta. A fronte di un aumento del 15% dell’import nel 2018, stop a prodotti stranieri spacciati per italiani grazie all’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e per gli altri derivati del pomodoro. “Finalmente sarà possibile smascherare l’inganno dei prodotti coltivati all’estero ed importati per essere spacciati come italiani” afferma il presidente provinciale di Coldiretti Carlo Salvan. Scaduto il termine di 120 giorni previsto per l’entrata in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato ed ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, sarà ora possibile riconoscere i prodotti con vera origine italiana. “Al consumatore viene così data facoltà di acquistare con consapevolezza – sottolinea Carlo Salvan – prestando attenzione all’etichetta sarà possibile leggere a chiare lettere l’origine”. Le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse dovranno infatti avere d’ora in poi obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Per consentire lo smaltimento delle scorte i prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perché immessi sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta. “Si tratta di un’attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall’estero –spiega il presidente Salvan – sono sbarcati nel nostro Paese ben 86 milioni di chili provenienti da Stati Uniti, Spagna e Cina, secondo le rilevazioni Istat”. La nuova normativa entra in vigore mentre si sta concludendo la campagna di raccolta del pomodoro in Italia che quest’anno dovrebbe assicurare un raccolto attorno a 4.750.000 tonnellate con una filiera di eccellenza che coinvolge circa 7.000 imprese agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, che esporta 2 miliardi di euro di derivati del pomodoro in tutto il mondo. Il Veneto è la quarta regione d'Italia per superficie vocata (2.121 ettari concentrati nelle province di Rovigo, Verona, Venezia) dopo l'Emilia Romagna, la Lombardia e il Piemonte. “Vantiamo un’eccellenza che sarà ora possibile valorizzare anche nei prodotti trasformati – conclude Carlo Salvan – le scelte del consumatore potranno sostenere l’economia e il lavoro sul territorio”.

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